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Human Blood Detection Dog

Infection Detection Dogs

Cani che possono annusare accuratamente le infezioni “da super batteri”

Fonte: (http://www.bmj.com/press-releases/2012/12/13/dogs-can-accurately-sniff-out-%E2%80%98superbug%E2%80%99-infections)

(Pubblicato il 13 dicembre 2012)
I cani possono fiutare il Clostridium difficile (l’agente infettivo responsabile di molte delle temute “infezioni acquisite in ospedale”) in campioni di feci e anche nell’aria che circonda i pazienti in ospedale con un altissimo grado di accuratezza.

I risultati ottenuti da questo studio supportano studi precedenti riguardanti l’impiego, in ambito medico, delle capacità di rilevamento di specifiche sostanze da parte dell’olfatto canino a scopi diagnostici; come, ad esempio, l’identificazione di vari tipi di cancro.

Le implicazioni sono state tali da poter presuppore un grande potenziale nello screening dei reparti ospedalieri, nell’intento di aiutare a prevenire i focolai di C. difficile, così affermano i ricercatori.

L’infezione da C. difficile si verifica più comunemente nelle persone anziane recentemente sottoposte ad un ciclo di antibiotici in ospedale, ma può aver luogo anche in circostanze di alta densità di soggetti sensibili, come ad esempio nelle case di cura. I sintomi possono variare da lieve diarrea a infiammazione potenzialmente letale dell’intestino.

La diagnosi precoce è pertanto fondamentale per prevenirne la trasmissione.Tuttavia, i test diagnostici possono essere costosi e lenti, il che può ritardare il trattamento fino ad una settimana.

I sintomi intestinali causati da C. difficile si caratterizzano di un odore specifico, ciò ha spinto i ricercatori dei Paesi Bassi a verificare l’ipotesi che un cane, opportunamente addestrato, potesse rilevare questo tipo di batterio che ne è la causa.

E’ stato dunque impiegato un beagle maschio di due anni (chiamato Cliff), mai impiegato per altri scopi di rilevamento. E’ stato addestrato da un istruttore professionista per identificare C. difficile, sia nei campioni di feci, sia nei pazienti affetti da questo tipo di infezione. Gli è stato insegnato a indicare la presenza dell’odore specifico mediante una segnalazione passiva, cioè sedendosi o sdraiandosi.

Dopo due mesi di allenamento, le capacità di rilevazione del cane sono state testate formalmente su 50 campioni di feci esenti da C. difficile e su 50 invece positive a C. difficile. Sono stati identificati correttamente tutti i 50 campioni positivi e 47 su 50 campioni negativi.
Ciò equivale, in termini statistici, al 100% di sensibilità e al 94% di specificità (la sensibilità misura la proporzione di positivi correttamente identificati, mentre la specificità misura la percentuale di negativi correttamente identificati).
Il cane è stato quindi portato in due reparti ospedalieri per testare le sue capacità di rilevamento nei pazienti. Ha identificato correttamente 25 casi su 30 (sensibilità 83%) e 265 su 270 controlli negativi (specificità 98%).

I ricercatori aggiungono che il cane è stato rapido ed efficiente, sottoponendo a screening un reparto ospedaliero completo per la presenza di pazienti con infezione da C. difficile in meno di 10 minuti.

Indicano però alcune limitazioni dello studio, come l’imprevedibilità dell’uso di un animale come strumento diagnostico, in quanto essere vivente, e il potenziale rischio di diffusione dell’infezione tramite il cane, domande che rimangono, alcune, senza risposta.

Tuttavia, i ricercatori affermano che il loro studio dimostra che un cane da rilevamento può essere addestrato per identificare l’infezione da C. difficile con un alto grado di precisione, sia nei campioni di feci che nei pazienti ospedalizzati. “Questo potrebbe avere un grande potenziale per lo screening dell’infezione da C. difficile nelle strutture sanitarie e quindi contribuire al controllo e alla prevenzione delle infezioni da C. difficile”, concludono.

Contact:
Marije Bomers, Department of Internal Medicine, VU University Medical Centre, Amsterdam, Netherlands
m.bomers@vumc.nl